Il primo incontro Oggi Luca aveva quaranta anni e un incontro importante. Era nella sala con le mani fasciate. Da dieci anni lavorava con i numeri. Faceva conti per gente e famiglie. Oggi voleva fare un altro lavoro. Sara era vicino alla porta. Aveva il suo telefono in mano. «Sei pronto?» ha detto Sara. «Sono pronto», ha detto Luca. «Hai paura?» «Sì, ho paura.» «Allora puoi andare via.» «No, resto qui.» Luca aveva iniziato quel lavoro tre mesi prima. Ogni sera andava nella sala dopo il lavoro. Aveva poco tempo. Aveva anche poco fiato. Ma tornava sempre. Un uomo grande era dall’altra parte della sala. Si chiamava Marco. Marco aveva già fatto molti incontri. Aveva una faccia seria. Luca aveva visto i suoi pugni. Erano forti e veloci. «Lui è Marco», ha detto il signore della sala. «Luca, tu conosci le regole.» «Sì, le conosco.» «Non stare fermo.» «Va bene.» «Ascolta la mia voce.» «Va bene.» Sara ha parlato piano. «Luca, non devi fare questo.» «Devo farlo.» «Perché?» «Perché oggi voglio sapere cosa posso fare.» «Tu fai già molto.» «Non abbastanza.» Il signore ha dato il via. Luca è andato avanti. Marco ha dato un pugno. Luca ha messo le mani davanti alla faccia. Il pugno ha colpito le sue mani. «Vai, Luca!» ha detto Sara. «Vai!» Luca ha dato due pugni. Il primo è andato fuori. Il secondo ha toccato Marco. Marco è rimasto fermo per un momento. Poi è andato avanti. Luca respirava male. Aveva la bocca aperta. Il rumore nella sala era grande. Luca sentiva la voce di Sara e la voce del signore. «Luca, guarda Marco!» «Lo vedo!» «Non stare fermo!» «Non riesco!» «Puoi farlo!» Marco ha dato un altro pugno. Luca ha messo una mano davanti. L’altra mano era bassa. Marco ha colpito Luca al viso. Luca è andato indietro. «Basta!» ha detto Sara. «No», ha detto Luca. «Basta, Luca.» «No. Ancora.» Il signore ha guardato Luca. «Sei sicuro?» «Sì.» «Puoi fermarti.» «Non mi fermo.» Luca è tornato avanti. Le gambe erano lente. Le mani erano pesanti. Aveva dolore nella testa. Ha dato un pugno, poi un altro. Marco ha fatto un passo indietro. Luca ha visto quel passo. «Adesso!» ha detto il signore. «Adesso!» ha detto Sara. Luca ha dato tre pugni. Marco ha dato un colpo al corpo. Luca ha perso il fiato. È rimasto fermo. Marco ha colpito ancora. Il signore si è messo tra loro. «Luca, basta.» «No.» «Basta.» Luca non ha detto niente. Ha guardato le sue mani. Una mano aveva sangue. Il signore ha alzato la mano. Marco aveva vinto l’incontro. Sara è andata da Luca. «Andiamo a casa.» «Ho perso.» «Sì.» «Ho perso subito.» «No. Hai fatto tutto l’incontro.» Luca ha tolto le fasce. Il suo telefono aveva tre messaggi del lavoro. Aveva ancora i conti da fare. Aveva anche il viso gonfio. Sara gli ha dato il telefono. «Domani torni?» ha detto Sara. «Al lavoro?» «Nella sala.» Luca ha guardato Marco, che era ancora lì. «Sì. Domani torno.» Poi Luca ha preso il telefono e ha chiamato il lavoro. «Sono Luca. Ho un problema. Arrivo più tardi.»